CARTA D’IDENTITA’ di CELLE DI SAN VITO
NOME: Celle di San Vito – Cèlle de Sant’Uìte
Data e luogo di Nascita: 1200 circa. Provincia di Foggia
C’era una volta il Re Carlo I d’Angiò, che sui Monti Dauni, nell’Antica fortezza Crepacordis, situata sull’antica Via Traiana (oggi Via Francigena del Sud), stanziò i suoi soldati francesi per sgominare i soldati saraceni asserragliati a Lucera. Vinta la battaglia, nel 1274, il Re concesse ai suoi soldati di richiamare le proprie famiglie e stanziarsi in loco. A causa della pericolosità del luogo (brigantaggio e condizioni climatiche avverse), le famiglie si trasferirono presso le cellette dei monaci alle pendici di Monte San Vito. Qui dieci famiglie gettarono le radici di Celle di San Vito e della nostra lingua francoprovenzale. Dalle celle monacali e dal piccolo Santuario dedicato a San Vito, posto presso il vicino monte San Vito a 1050 metri d’altezza, il paese prende il nome di Celle di San Vito, con Regio Decreto del 26.10.1862 del Re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Altezza: circa 700 m.s.l.
Abitanti: 150 circa
Segni particolari:
Paese più piccolo della Puglia
Isola linguistica Francoprovenzale
Come si presenta: L’abitato si presenta a mò di transatlantico, circondato da boschi e i monti San Vito e Monte Cornacchia (il più alto della Puglia). Colpiscono le vastità boschive e le sorgenti. Dai suoi punti panoramici si ammira il Tavoliere e il golfo di Manfredonia. Il territorio di Celle è classificato come zona SIC e IAB. Il comune è stato insignito di numerosi riconoscimenti: “PREMIO LA CITTA’ PER IL VERDE” 2011per la cura del centro urbano; Premio nazionale “Meraviglia Italiana” 2011;PREMIO COMUNI RINNOVABILI 2015 per la “Buona Pratica per l’efficienza energetica”; COMUNI FIORITI 2016. Celle Di San Vito fa parte dei Borghi Autentici d’Italia, un’associazione che riunisce i borghi che ha l’obiettivo di valorizzare le identità locali, riscoprire i borghi italiani quali luoghi da vivere, sostenere e preservare.
Nazionalità: francoprovenzale.
Celle di San Vito è una minoranza linguistica francoprovenzale alloglotta, unica nel sud Italia, riconosciuta ai sensi della Legge n. 482/99 che in Italia ha pochi uguali, ed i suoi abitanti, si esprimono ancora oggi, a distanza di sette secoli, nella lingua originale: il francoprovenzale. Inoltre è stata riconosciuta dall’Unesco lingua a rischio di estinzione, e, pertanto inserita nell’Atlante online Atlas dell’UNESCO come patrimonio culturale immateriale da tutelare.